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Il Codice è morto!

Ne dà il triste annuncio chi non scrive codice...

Questa opinione, ormai diffusa, è che il codice sia morto da anni e che il futuro sia IA, Security, Iot, Data Science, ecc… Il codice si scriverà da solo e saranno le macchine a scriverlo per noi e poi stiamo passando al cloud e fanno tutto i devops.

Chi di voi vive nell’ambiente informatico avrà sentito sicuramente questa cantilena ed un po’ sconsolato avrà abbandonato il coding per passare alla più sacra e rinomata security o data science o altri settori dell’informatica.


Ma il codice è morto veramente?

Diamo uno sguardo superficiale alle offerte di lavoro di linkedin su security (blue team, red team, IAM, ecc.) e coding (SW developer, SW engineer, ecc. ).

L’amara verità, o dolce in base ai punti di vista, è che il codice non è morto né morirà a breve anzi la richiesta di sviluppatori è destinata ad aumentare questo perché l’automatizzazione e la customizzazione dei processi sta crescendo sempre di più e la necessità di SW dedicato cresce con essa.

Non dite ai ‘Securities’, ‘iots’ e Co. che i loro prodotti sono scritti con codice

Molti colleghi della Security credono che il coding sia morto mentre usano prodotti per la sicurezza scritti con l’inutile codice (divertente no?), ma ormai sembra quasi che il loro lavoro sia più importante di quello svolto da chi gli ha scritto e gli aggiorna il prodotto che loro usano e che senza il quale non farebbero il loro lavoro (ancor più divertente, no?).

Come mai, nel bias comune, chi fa codice è un neolaureato (rigorosamente triennale) e non un professionista con 20 anni di esperienza o un ragazzo ipercompetente?

In Italia siamo affetti dalla sindrome di procuste, ovvero traiamo piacere a sminuire gli altri che ci superano in capacità e talento; scrivere codice e scriverlo bene non è da tutti, come essere bravi scrittori non è da tutti, quindi la soluzione più veloce è dire “il codice è morto, chi scrive codice è un programmatore neo laureato (triennale) o peggio neo diplomato”.

Conclusione

Scrivere codice non è un lavoro banale, lo diventa se fatto senza criterio, senza spirito di ottimizzazione, senza efficienza e pulizia del codice (ndr. un po’ come i miei progetti iniziali su Git).

Scrivere codice e scriverlo bene è da artigiani, oserei dire che è un’arte: ci sono artisti del codice, ciarlatani del codice e i finti esperti d’arte del codice.

Tutto dipende in quale categoria scegliamo di essere.

I funerali del codice si terranno presso le sedi ove si svolge attività di security, iot, data science e IA rigorosamente offline non avendo più i software che permettono il loro lavoro ;)

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